Sono passati quasi 15 anni anni dal giorno in cui ero in macchina con i miei genitori, mia madre dietro insieme a mia figlia ancora piccola e mio padre davanti, io guidavo eravamo in autostrada.
Non so bene quale è stato il motivo oppure da dove mi è venuto il coraggio, so solo che ad un certo punto dalla mia bocca sono uscite queste parole "Papà, io non voglio fare la farmacista!"...Baaam...quello è stato il mio coming out!
Mio padre mi chiede di accostare alla prima piazzola di sosta perchè dice che sta per avere un infarto, io accosto e aspetto che rientri la situazione perchè sapevo che le avrebbe giocate tutte pur di farmi rimangiare le parole che avevo appena detto.
Purtroppo tutti i tentativi di farmi redimere sono stati vani, dai piu espliciti ai piu subdoli, il mio brutto carattere non mi ha permesso di adattarmi a quello che sembrava convenire sotto tutti i punti di vista, (non ultimo quello economico) quindi non con pochi sforzi ho superato ogni ostacolo psicologico, fisico e anche sociale, ma alla fine ce l'ho fatta, sono uscita da una dinastia familiare che sembrava non avere fine.
Sono stata felice dopo? Non esattamente o comunque non è stato immediato, il cammino è lungo e sono ancora a metà strada ma se vuoi ti racconto il resto del viaggio.
Ora sono diversi anni che non indosso un camice e non dispenso farmaci ma non ho mai smesso neanche un giorno di prendermi cura, cercare il rimedio naturale, guarire le ferite e non solo della pelle, trovare le cause piu profonde di ogni tipo di malessere dal più superficiale al più profondo quello che non si vede.
Come ho fatto? Partendo da me.
Sono stata la prima ad avere avuto bisogno di essere vista, riconosciuta, curata, in una sola parola AMATA!
Il percorso è stato molto lungo, complesso a tratti mi è sembrato di essermi persa davvero. Ho provato diversi approcci, alcuni piu efficaci altri meno ma comunque sono serviti tutti anche solo per fare il passo successivo, insomma ogni tappa andava fatta, impossibile saltarne anche una sola.
Da dove sono partita? Da una donna completamente disallineata, priva di ogni conoscenza di sè e che si comportava e sceglieva situazioni, cose, persone senza mai tenersi presente perchè non si conosceva. In una parola sola, ero un vero disastro dal cuore buono! Nel frattempo accumulavo relazioni, matrimoni, amicizie ma nulla mi apparteneva, seguivo gli altri solo per compagnia ma tornavo a casa piu svuotata di prima.
Non mi conoscevo quindi ripetevo quello che vedevo, scopiazzavo quà e là, il risultato è stato una vera catastrofe, stavo sempre peggio, con l'aggravante che non si vedeva.
Fuori mi mostravo in gran forma, dentro cadevo a pezzi.
Mi sono salvata grazie alla mia onestà, non ho mai finto con me stessa, gli altri magari riuscivo ad ingannarli ma io in fondo conoscevo bene la verità.
Nessuno di quelli che dicevano di amarmi mi amava davvero e non per colpa loro semplicemente era un dato di fatto, l'unica colpa forse era asserire il contrario e peggio ancora cercare di convincermi (impresa impossibile). Nessuno mi conosceva davvero, ma anche questa non era una colpa dal momento che anche io ignoravo chi fossi.
Ecco questo è stato il punto di partenza: conoscermi!
Chi sono? come funziono? di cosa ho bisogno? quando sto bene? quando sto male? cosa mi fa ridere? cosa mi dà tremendamente fastidio? cosa mi rilassa? cosa mi aiuta a recuperare il buon umore?
Ogni singola domanda mi ha aperto una strada e l'ho percorsa fino in fondo, sperimentavo quello che con me funzionava e scartavo il resto. E' stato un percorso minuzioso che alla fine mi ha portato a restare completamente sola, si perchè più mi allineavo a me e meno andavo bene agli altri.
Non ho mica finito anzi credo che non finirò mai, scopro sempre qualcosa in piu.
Un risultato però l'ho raggiunto, oggi so prendermi cura di me, so cosa devo fare per stare bene, mi so trattare, oggi so anche che non era colpa di nessuno non potevo aspettarmi quello che ho fatto io per me, richiedeva troppa fatica, troppo impegno. E' stato un lavoro full time e chi ha tutto questo tempo da dedicare a qualcuno? Nessuno appunto, ma io me lo meritavo quindi ho deciso di farlo per me stessa.
E cosi ho fatto, mi sono fermata, ho tirato un bel respiro e ho deciso di non scappare più e ho iniziato finalmente a rivolgermi la parola.
Ho capito quanto ero stata folle a non averlo mai fatto prima, insomma mi sevegliavo e andavo a dormire con me stessa da sempre senza mai essermi detta "ehi Anto come stai oggi? come ti senti? di cosa hai bisogno? cosa ti ha fatto male?". Mi rivolgevo la parola solo per rimproverarmi e giudicarmi, insomma ero davvero terribile con me stessa.
Ora faccio esattamente il contrario cioè quello che avrei voluto facessero gli altri e che puntualmente deludevano le mie aspettative, non mi trascuro mai.
Ci sono sempre, resto accanto a me nei momenti in cui sono letteralmente incomprensibile e poi scopro che avevo solo molta paura, resto con me quando sono molto arrabbiata e poi scopro di essere solo molto triste, resto quando nulla sembra andarmi bene e poi scopro che ho ancora paura di restare sola.
Insomma ho scoperto e continuo a scoprire ogni giorno aspetti che ignoravo, e penso come ho potuto promettere amore, vicinanza, fedeltà a qualcuno quando la prima a cui non le avevo date ero proprio io.
Ho dovuto aspettare un bel pò per capire che quel giorno in macchina, quando ho pronunciato quelle parole non mi stavo solo ribellando ad un lavoro, che poi non si è capito perchè avrei dovuto apprezare dal momento che non l'avevo neanche scelto io, ma mi stavo ribellando a tutta una serie di automatismi, convinzioni, credenze con cui ero stata cresciuta e che sono caduti tutti precipitosamente finchè attorno a me non c'era piu nulla del passato, ero nella più totale desolazione, c'era solo da ricostruire.
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