Ognuno ha un evento che segna un prima e un dopo.
Ce ne sono anche più di uno e di solito sono accomunati dall'imprevedibilità e anche quando li avevi previsti poi è tutto diverso da come li avevi immaginati.
Uno di questi per me è stato sicuramente il 23/10/2021.
Quel giorno ho ricevuto una telefonata, non ricordo esattamente le parole ricordo solo un terremoto interiore. Tutti gli organi, le cellule, ogni micro frammento del mio corpo ha subito una scossa di magnitudo 7.0. Quando ho chiuso la telefonata ho aspettato che passasse la botta ma ho capito che da quel momento nulla sarebbe stato come prima. Dovevo ricostruire tutto da capo in modo diverso perchè nulla avrebbe più funzionato con il vecchio sistema perchè io ero diversa, ero cambiata da dentro e dovevo solo rendere coerente il fuori.
Avevo perso una persona molto importante e da quel momento in poi sarei stata sola, ma non sola come prima cioè che mi percepivo sola, stavolta non c'era davvero nessuno neanche con cui litigare, discutere e a cui dare la colpa, ora tutto dipendeva solo da me.
Io allora ero una fumatrice accanita, erano passate meno di 24 ore da quando avevo appreso la notizia e per cercare di smorzare quel dolore vado in balcone a fumarmi una sigaretta, mentre la rullavo mi giro e vedo mia figlia che mi fissa e mi ricorda che ora lei contava su di me.
Quella sigaretta non ricordo di averla finita e ricordo di non averne più accesa un'altra da allora.
Avevo capito che dovevo iniziare a fare qualcosa per me, qualcosa che non avevo mai fatto prima e che invece era diventato urgente, non c'era più tempo : dovevo prendermi cura di me.
In teoria sapevo cosa fare ma non avevo idea di come, mi sembrava tutto troppo e sapevo che per uscirne viva almeno io, non dovevo farmi prendere dal panico dovevo stare calma e affrontare un momento alla volta.
L'appartamento in cui abitavo era composto da un soggiorno cucina due camere e un bagno e poi c'erano due balconcini troppo piccoli per sfogare tutto quello che avevo dentro, e anche il perimetro della casa era davvero ridotto per contenere tutta quell'energia che avevo e che fino ad allora sfogavo fumando una sigaretta dopo l'altra.
L'eventualità di impazzire non era molto remota, ma la volontà di esserci e nel migliore dei modi era molto più forte.
Tempo prima avevo comprato un gomitolo con dei ferri di legno che poggiavano su una credenza senza capire cosa ne avrei fatto nè il perchè li avessi comprati visto che non lavoravo a maglia. Avevo bisogno di qualcosa che impegnassero le mie mani, mani che per abitudine avrebbero preso le cartine ci avrebbero messo dentro un pò di tabacco, un filtro e con un gesto veloce e ormai automatico avrebbero arrotolato una sigaretta e finalmente accesa per spegnere un pò di quel dolore, o almeno l'illusione.
Invece quella è stata la prima volta in cui le mie mani hanno preso il gomitolo, messo i ferri sotto le braccia e senza minimamente sapere cosa stessi facendo inizio a muoverli, ero titubante, goffa ma incredula metto su le prime dieci maglie, e poi le lavoro a dritto, poi a rovescio, ricordavo tutto non ci credevo. Mia nonna Argentina me lo insegnava più di 30 anni prima e io senza averlo mai più fatto ricordavo i suoi gesti, le sue mani, addirittura i suoi consigli.
Più tardi scopro che non era un miracolo o una magia, si chiama "memoria procedurale" ed è quella memoria che ci consente di acquisire dei movimenti che non perdiamo anche in seguito a traumi.
Da li in poi è stato tutto un ricordare e imparare, non ho più smesso, uscivo solo per fare spesa e acquistare nuovi filati, ho recuperato velocemente e realizzato ogni cosa. Il tempo passava mi ritrovavo cesti pieni di fili e nel frattempo realizzavo cappelli, guanti, sciarpe, coperte, cestini e la cosa più stupefacente è che non pensavo a fumare. Iniziavo a contare le settimane, la prima la seconda la terza, dopo il primo mese ho iniziato a credere che ce l'avrei fatta perchè iniziavo stare meglio fisicamente.
Sono passati quasi cinque anni da allora, quello era solo l'inizio di una serie di cambiamenti che sono seguiti, ma è stato il momento che ha segnato tutto il resto e oggi penso che se la vita non mi avesse costretta dentro quelle quattro mura annichilita dal dolore mai avrei pensato di prendere quel gomitolo con i ferri. Avevo bisogno di fermarmi ma allo stesso modo di far fluire tutta l'energia che sentivo quindi ho fatto lavorare le mie mani senza sosta e quando iniziavo un lavoro sentivo il tempo rallentare e quando il battito riaccelerava e i pensieri anche, tornavo ai punti sulla maglia, e tutto rientrava. Pian piano ho capito che non succedeva nulla e che tutto quel rumore erano solo i miei pensieri e se io non li seguivo loro continuavano a scorrere e io potevo continuare a stare ferma e fare il mio lavoro. Finalmente assaporavo un pò di pace.
Avevo trovato il mio angolo, da li avrei potuto iniziare una nuova vita dove non c'era più spazio per quello che aveva occupato fino ad allora le mie giornate, dovevo eliminare tutto quello che mi faceva star male, abitudini, aperitivi, uscite senza senso, e ovviamente tutte le persone che appartenevano a quel mondo. E' accaduto tutto in maniera molto naturale, appena cadeva una certezza ne cadevano tutta una serie dietro e insieme a loro se ne andavano persone a gruppi. Un pò alla volta iniziavo a cambiare forma, non completamente nuova anzi una forma che mi sembrava di conoscere da sempre, mi ricordava quella di quando ero bambina, era la mia forma di prima che mi sforzassi di piacere agli altri.
Ho sentito il peso della solitudine? Si moltissimo, ma non tanto per essere rimasta sola dopo ma per aver capito che tutte le persone di cui mi ero circondata per una vita erano il nulla, solo rumore che sceglievo per non sentire il silenzio, quel silenzio che ora invece cerco perchè li mi sono finalmente incontrata.
Foto di Prima...e dopo la cura!
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